
In breve: Il carrello abbandonato è normale: in media circa 7 carrelli su 10 non diventano un ordine. Per ridurre gli abbandoni mostra subito spese di spedizione e tempi, permetti l’acquisto senza registrazione, accorcia il checkout e offri i pagamenti più usati. Per recuperare le vendite imposta email automatiche, inviate nel rispetto del consenso.
Hai visite, i prodotti finiscono nel carrello, ma gli ordini sono pochi. È una delle domande che mi fanno più spesso i titolari di negozi online. La buona notizia è che il carrello abbandonato non è solo una perdita: è anche il punto in cui con pochi interventi si recuperano vendite.
In questa guida trovi i motivi più comuni, le correzioni da fare nel negozio e come impostare il recupero su WooCommerce e Shopify.
Carrello abbandonato e checkout abbandonato
Si parla di carrello abbandonato quando una persona aggiunge un prodotto e poi lascia il sito senza comprare. Il checkout abbandonato è un caso più preciso: il cliente ha iniziato a compilare i dati, spesso ha già inserito l’email, e si è fermato prima del pagamento. È la situazione più interessante, perché il cliente era a un passo dall’ordine e si può ricontattare.
Quanti carrelli vengono abbandonati
Il Baymard Institute, che studia da anni i checkout dei negozi online, calcola un tasso medio di abbandono del 70,22%, come media di 50 studi (fonte: Baymard Institute). Una parte di questi abbandoni non si può evitare: molte persone usano il carrello come lista dei desideri o per confrontare prezzi. Il lavoro vero è sugli altri.
Perché i clienti abbandonano il carrello
Escludendo chi stava solo guardando, questi sono i motivi più citati dagli acquirenti nella stessa ricerca:
| Motivo | Quota di chi abbandona | Cosa fare |
|---|---|---|
| Costi extra troppo alti (spedizione, commissioni) | 40% | Mostrare le spese prima del checkout, soglia di spedizione gratuita |
| Consegna troppo lenta | 20% | Indicare i tempi reali già nella scheda prodotto |
| Poca fiducia nel dare i dati della carta | 19% | Pagamenti noti, recensioni, contatti visibili |
| Registrazione obbligatoria | 18% | Acquisto come ospite |
| Checkout troppo lungo o complicato | 17% | Meno campi e meno passaggi |
| Politica di reso poco convincente | 13% | Condizioni di reso chiare e facili da trovare |
Le percentuali sono di una ricerca internazionale, non del tuo negozio. Servono a capire da dove partire; i dati veri li trovi nelle statistiche del tuo sito.
Come ridurre gli abbandoni nel negozio
Spese e tempi chiari prima del carrello
La sorpresa delle spese di spedizione all’ultimo passaggio è il primo motivo di abbandono. Indica costi e tempi nella scheda prodotto o in una barra in alto. Su Marel Boutique, per esempio, una barra ricorda la spedizione gratuita in Italia sopra i 150 € e ogni scheda ha le sezioni Spedizioni e Resi. Per impostare bene le tariffe su WooCommerce c’è la guida su come configurare le spedizioni.
Acquisto senza registrazione
Chiedere di creare un account prima di pagare fa perdere clienti. Lascia l’acquisto come ospite e proponi la registrazione dopo l’ordine, quando il cliente ha già comprato.
Un checkout corto
Togli i campi che non servono (secondo indirizzo, azienda, data di nascita), attiva il completamento automatico dell’indirizzo e tieni tutto su una sola pagina quando la piattaforma lo permette. Da telefono ogni campo in meno conta.
I pagamenti che i clienti usano
Carta, PayPal e pagamenti rapidi come Apple Pay e Google Pay sono la base. Per alcuni prodotti contano anche il pagamento a rate o alla consegna: su Carolgi sono indicati già nella scheda prodotto. Per la configurazione su WordPress trovi la guida su PayPal e Stripe su WooCommerce; su Shopify questi pagamenti si attivano dalle impostazioni del negozio.
Fiducia e velocità
Contatti visibili, recensioni, condizioni di reso chiare e un sito che risponde subito. Un checkout lento o che va in errore fa perdere ordini anche quando tutto il resto è fatto bene.
Come recuperare i carrelli con le email automatiche
Su Shopify
Shopify registra i checkout abbandonati quando il cliente ha inserito l’email e non completa il pagamento entro dieci minuti. Li trovi in Ordini › Checkout abbandonati. Le email di recupero si attivano dall’app Shopify Messaging, nella sezione Automazioni: scegli a chi inviarle e dopo quanto tempo (fonte: Guida di Shopify).
Su WooCommerce
WooCommerce non ha il recupero dei carrelli di base: serve un plugin. Quello che uso più spesso è MailPoet, che ha un’automazione dedicata ai carrelli abbandonati e funziona con i clienti di cui il negozio conosce già l’email. Ne parlo anche nella guida sui migliori plugin WooCommerce.
Cosa scrivere nelle email
- la prima email poche ore dopo, con foto del prodotto e un pulsante per tornare al carrello;
- una seconda il giorno dopo, che risponde ai dubbi più comuni: spedizione, resi, taglie;
- al massimo una terza, eventualmente con un piccolo incentivo, senza abituare i clienti allo sconto;
- la sequenza si deve fermare appena il cliente compra.
Attenzione alla privacy: per le email di recupero serve una base giuridica valida, e il modo più semplice è il consenso al marketing raccolto nel checkout. Valuta il tuo caso con il consulente privacy; per la parte tecnica, banner e moduli, c’è il servizio di adeguamento GDPR. Per le strategie email più ampie leggi la guida all’email marketing per e-commerce.
Come misurare se funziona
Guarda ogni mese tre numeri: quanti checkout vengono abbandonati, quanti vengono recuperati dalle email e in quale passaggio le persone si fermano. Shopify ha un rapporto dedicato alle email di recupero; su WooCommerce puoi usare il plugin e un percorso di acquisto in Google Analytics 4. Cambia una cosa alla volta, così capisci cosa ha funzionato. Altri spunti sono nella guida su come aumentare le vendite su WooCommerce.
Domande frequenti sul carrello abbandonato
Qual è un tasso di abbandono del carrello normale?
Secondo il Baymard Institute la media è circa il 70%. Più che inseguire un numero, conviene confrontare il proprio negozio con sé stesso mese dopo mese.
Posso inviare email a chi abbandona il carrello senza consenso?
Dipende dalla base giuridica. Il modo più sicuro è chiedere il consenso al marketing nel checkout e inviare le email solo a chi l’ha dato. Verifica il tuo caso con un consulente privacy.
Quante email di recupero conviene inviare?
Di solito da una a tre, distribuite in qualche giorno. Più email rischiano di infastidire il cliente e di finire nello spam.
Conviene offrire uno sconto nell’email di recupero?
Non nella prima. Spesso basta ricordare il prodotto e chiarire spedizione e resi. Lo sconto, se c’è, meglio tenerlo per l’ultima email.
WooCommerce recupera i carrelli in automatico?
No, serve un plugin come MailPoet o un servizio di email marketing collegato al negozio. Shopify invece ha le email di recupero già incluse.




