
In breve: L’AI Mode di Google è una modalità di ricerca conversazionale: invece dei classici risultati scrive una risposta completa, con link alle fonti, e permette domande di approfondimento. Per comparire non servono trucchi: Google dice che valgono le stesse regole della Ricerca. Pagina indicizzata, idonea allo snippet, contenuti utili e chiari, dati strutturati coerenti con il testo.
Dopo le AI Overviews, i riassunti in cima ai risultati, Google ha portato anche in Italia l’AI Mode: una scheda della Ricerca dove si dialoga con l’IA come con un assistente. Per chi ha un sito la domanda è sempre la stessa: come faccio a esserci?
Qui ti spiego cos’è, in cosa è diversa dalle AI Overviews e cosa conviene fare. È uno dei temi su cui lavoro con la GEO e SEO per l’IA.
Cos’è l’AI Mode
L’AI Mode si apre da una scheda nella pagina dei risultati o da un collegamento dedicato. Fai una domanda anche lunga e articolata, e Google risponde con un testo che mette insieme informazioni da più pagine, con i link alle fonti. Puoi continuare con altre domande, come in una chat.
Secondo la documentazione di Google, per rispondere l’AI Mode può fare più ricerche collegate tra loro sui diversi aspetti della domanda, e poi scegliere le pagine da mostrare come fonti. Il risultato è che compaiono spesso pagine diverse da quelle in prima posizione nei risultati classici.
AI Mode e AI Overviews: le differenze
| AI Overviews | AI Mode | |
|---|---|---|
| Dove compare | In cima ai risultati classici, solo per alcune ricerche | In una scheda dedicata, su richiesta dell’utente |
| Formato | Un riassunto breve | Una risposta lunga, con domande successive |
| Domande tipiche | Brevi e informative | Complesse, con confronti e più condizioni |
| Fonti | Link accanto al riassunto | Link nel testo e in un elenco laterale |
Le AI Overviews le ho spiegate nella guida su cosa cambiano le AI Overviews per il tuo sito.
Cosa dice Google su come comparire
Nella pagina per i proprietari di siti sulle funzioni IA della Ricerca, Google è chiaro: non servono ottimizzazioni speciali né file particolari. Per essere mostrata come fonte, una pagina deve:
- essere indicizzata e idonea a comparire con uno snippet nella Ricerca;
- essere raggiungibile da Googlebot, senza blocchi in robots.txt, firewall o CDN;
- avere il testo nell’HTML, non solo caricato via JavaScript o nascosto in immagini;
- offrire contenuti utili e originali, scritti per le persone;
- avere dati strutturati che corrispondono a quello che si vede nella pagina.
In altre parole: la base è la SEO classica. La differenza sta nel tipo di domande a cui l’AI Mode risponde, che sono più lunghe e specifiche.
Cosa fare sul tuo sito
Rispondi alle domande lunghe
Nell’AI Mode le persone scrivono come parlano: “qual è il miglior gestionale per un piccolo hotel a Ischia con 15 camere e un ristorante?”. Le pagine che coprono bene i casi concreti, con condizioni, prezzi e limiti, hanno più materiale da offrire.
Copri i sotto-argomenti
Se l’AI Mode divide una domanda in più ricerche, conviene che il tuo sito abbia risposte per ciascuna: costi, tempi, alternative, errori da evitare. Una guida principale con articoli collegati funziona meglio di una pagina isolata.
Struttura i contenuti
Risposta diretta in apertura, titoli chiari, tabelle e FAQ rendono facile estrarre i passaggi giusti. Trovi il metodo nella guida su come scrivere contenuti che le IA capiscono.
Dati strutturati coerenti
Attività, servizi, prezzi, domande frequenti: descritti con i dati strutturati e identici al testo della pagina.
Come misurare il traffico dall’AI Mode
Secondo la documentazione di Google, i clic e le impressioni che arrivano dall’AI Mode sono inclusi nel rapporto sul rendimento di Search Console, insieme al resto della Ricerca web: non hanno una voce separata. Per capire l’effetto conviene guardare l’andamento delle pagine che rispondono a domande complesse e confrontarlo nel tempo, e fare direttamente le domande nell’AI Mode. Ho raccolto il metodo completo nella guida su come misurare la visibilità sulle IA.
Quali ricerche finiscono nell’AI Mode
Non tutte le ricerche sono adatte all’AI Mode. Chi cerca il nome di un negozio o il sito di una banca va dritto al link. Chi invece ha una domanda complessa, con più condizioni, trova nell’AI Mode uno strumento comodo. Alcuni esempi che riguardano le piccole attività:
- “meglio WooCommerce o Shopify per vendere vino online con spedizioni in Europa?”;
- “cosa serve per aprire un B&B a Ischia e quanto costa farsi un sito per le prenotazioni dirette?”;
- “come scelgo un commercialista online per una partita IVA forfettaria nel primo anno?”;
- “ristrutturare casa a Napoli: tempi, permessi e costi medi per un appartamento di 80 metri quadri”.
Sono domande in cui l’utente sta valutando, confrontando, decidendo. Se la tua attività risponde a domande così, l’AI Mode è un canale da considerare: chi clicca su una fonte in questa fase è spesso vicino a una scelta.
Errori da evitare
- Inseguire l’IA con testi generati in serie: Google considera spam i contenuti prodotti in massa per manipolare i risultati, con o senza IA. Il rischio è perdere visibilità anche nella Ricerca classica.
- Nascondere le informazioni importanti: prezzi solo “su richiesta”, servizi descritti in modo vago, zona servita non indicata. L’AI Mode cerca risposte concrete e sceglie chi le dà.
- Dati strutturati che non corrispondono al testo: un prezzo nel codice diverso da quello visibile, recensioni inventate, FAQ invisibili. Google lo considera una violazione delle sue linee guida.
- Bloccare Googlebot per errore: un robots.txt sbagliato o una regola del firewall possono togliere il sito da tutta la Ricerca, AI Mode compresa.
La regola pratica è la stessa che uso per la SEO: scrivi per le persone che hanno quella domanda, con informazioni verificabili, e rendi la pagina facile da leggere anche per un programma. Il resto viene di conseguenza.
Come preparo un sito per l’AI Mode
Quando lavoro su un sito per le risposte IA di Google parto da tre controlli: che le pagine importanti siano indicizzate e mostrino uno snippet, che il testo sia leggibile senza JavaScript e che i dati strutturati corrispondano a quello che si vede. Poi passo ai contenuti: individuo le domande lunghe che fanno i clienti, verifico quali pagine del sito rispondono e quali mancano, e riscrivo le aperture delle pagine con una risposta diretta. Infine collego guide e pagine dei servizi, così l’AI Mode trova in un solo sito le risposte ai diversi aspetti della domanda. Sono gli stessi passi del servizio di GEO, applicati alla Ricerca di Google.
Domande frequenti sull’AI Mode
L’AI Mode è disponibile in italiano?
Sì, è disponibile anche in Italia e in italiano. Si apre dalla scheda dedicata nei risultati di Google.
Posso impedire a Google di usare il mio sito nell’AI Mode?
Puoi limitare gli snippet con i meta tag nosnippet o max-snippet, ma riduci anche la visibilità nei risultati classici. Bloccare Google-Extended non ha effetto sulla Ricerca, AI Mode compresa.
Serve il file llms.txt per l’AI Mode?
No. Google dice che non servono file speciali per le funzioni IA della Ricerca: contano indicizzazione, contenuti e dati strutturati.
L’AI Mode mi toglierà traffico?
Dipende dalle ricerche che ti portano clienti. Le domande semplici possono trovare risposta senza clic; quelle complesse spesso portano visite più interessate.
Devo cambiare tutto il sito?
No. Di solito si parte dalle pagine dei servizi e dalle guide più importanti, rendendole più chiare e complete.




