
In breve: Per misurare la visibilità sulle IA scegli 10–20 domande che fanno i tuoi clienti, ponile a intervalli regolari a ChatGPT, Perplexity, Gemini e Google AI e annota se compari, come vieni descritto e quali fonti vengono citate. Affianca le visite da chatgpt.com e perplexity.ai in Google Analytics. Non esiste un dato perfetto: conta la tendenza nel tempo.
Con la SEO classica sappiamo misurare quasi tutto: posizioni, impressioni, clic. Con gli assistenti IA è diverso. Le risposte cambiano da persona a persona, non esiste una “classifica” pubblica e gli strumenti ufficiali dicono poco.
Questo non vuol dire che non si possa misurare niente. In questa guida ti mostro il metodo che uso con i clienti che seguo per la GEO e SEO per l’IA, con strumenti gratuiti.
Cosa vuol dire “visibilità sulle IA”
Quando parlo di visibilità sulle IA guardo tre cose diverse:
- menzione: l’assistente nomina la tua attività nella risposta;
- citazione: una pagina del tuo sito compare tra le fonti, con il link;
- descrizione: quello che l’assistente dice di te è corretto (servizi, zona, prezzi, contatti).
Si può essere citati senza essere nominati, o nominati con informazioni sbagliate. Per questo conviene annotarle separatamente.
Passo 1: scegli le domande giuste
Il cuore del metodo è un elenco fisso di domande, sempre le stesse. Mescola tre tipi:
| Tipo | Esempio | Cosa misura |
|---|---|---|
| Sul tuo nome | “Cos’è [nome attività]?” | Se ti conoscono e se dicono cose giuste |
| Sul servizio | “Chi realizza siti web a Napoli?” | Se compari quando un cliente non ti conosce ancora |
| Informative | “Quanto costa un sito e-commerce?” | Se le tue guide vengono usate come fonte |
10–20 domande bastano per un’attività piccola o media. Scrivile come le scriverebbe un cliente, non come parole chiave.
Passo 2: fai le domande sempre allo stesso modo
- usa una finestra anonima o una chat nuova, senza cronologia;
- su ChatGPT controlla che la ricerca sul web sia attiva, quando vuoi vedere le fonti;
- fai ogni domanda su ChatGPT, Perplexity, Gemini e nell’AI Mode di Google;
- ripeti la stessa domanda due o tre volte: le risposte variano;
- ripeti tutto ogni 4 settimane, più o meno nello stesso periodo del mese.
Passo 3: annota in un foglio
Basta un foglio di calcolo con queste colonne:
| Data | Assistente | Domanda | Nominato? | Citato? | Descrizione corretta? | Concorrenti nominati | Fonti citate |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 03/11 | Perplexity | Chi fa siti web a Napoli? | Sì | No | Sì | 2 | directory, sito concorrente |
Dopo qualche mese puoi calcolare una percentuale semplice: su quante domande compari, per ogni assistente. È il tuo indicatore di visibilità, e soprattutto ti dice quali fonti usano gli assistenti al posto tuo.
Passo 4: guarda le visite dalle IA
Quando un assistente ti cita e qualcuno clicca, la visita arriva sul sito. In Google Analytics 4 la trovi tra le sorgenti di traffico: chatgpt.com, perplexity.ai, gemini.google.com, copilot.microsoft.com. ChatGPT aggiunge spesso anche il parametro utm_source=chatgpt.com ai link. Ho spiegato come creare un canale dedicato nella guida sul traffico dalle IA in Google Analytics 4.
Collega queste visite alle conversioni (moduli, telefonate, WhatsApp): è il modo più concreto per capire se la visibilità porta clienti. Trovi come fare nella guida su come tracciare le conversioni con GA4.
Passo 5: Search Console e Bing
Search Console non separa le AI Overviews e l’AI Mode dal resto della Ricerca web: i loro clic e impressioni sono inclusi nel rapporto sul rendimento. Puoi però guardare l’andamento delle pagine che rispondono a domande lunghe. Anche Bing Webmaster Tools è utile, perché diversi assistenti si appoggiano anche all’indice di Bing per cercare le pagine.
E gli strumenti a pagamento?
Esistono piattaforme che fanno automaticamente centinaia di domande agli assistenti e misurano menzioni e citazioni. Sono utili ai siti grandi e alle aziende con molti concorrenti. Per un’attività piccola il metodo manuale, fatto con regolarità, dà già indicazioni chiare a costo zero.
Se vuoi un punto di partenza veloce, il controllo gratuito della visibilità sulle IA analizza il tuo sito e fa una domanda reale a un assistente per vedere se ti conosce.
Come leggere i risultati
- Non compari mai: controlla prima che i crawler possano leggere il sito e che le pagine dei servizi siano chiare.
- Compari con dati sbagliati: correggi le informazioni alla fonte, sito, Scheda Google, directory.
- Compaiono sempre gli stessi concorrenti: guarda le fonti citate per loro, spesso sono directory o articoli che puoi raggiungere anche tu.
- Sei citato ma non nominato: le tue guide funzionano; rafforza il collegamento tra guide e pagine dei servizi.
Un esempio di report mensile
Dopo qualche mese di raccolta, un report semplice per un’attività locale può stare in mezza pagina. Ecco come lo imposto:
- Domande in cui compari, per assistente: “ChatGPT 6 su 15, Perplexity 9 su 15, Gemini 4 su 15, AI Mode 5 su 15”, con la variazione rispetto al mese prima;
- Descrizioni errate trovate e dove nasce l’errore (una directory vecchia, un indirizzo sbagliato su un portale);
- Fonti più citate per le domande in cui non compari: sono i siti su cui conviene lavorare;
- Visite e conversioni dalle IA in Google Analytics, confrontate con il mese precedente;
- Cosa è stato fatto nel mese e cosa si farà nel prossimo.
I numeri dell’esempio sono inventati per mostrare il formato: i tuoi saranno diversi. L’importante è che il report colleghi le misure alle azioni, così si capisce cosa ha funzionato.
Errori di misurazione da evitare
- Fare le domande dal proprio account: la cronologia e le preferenze influenzano le risposte. Usa chat nuove o finestre anonime.
- Cambiare le domande ogni volta: così non si confronta niente. Puoi aggiungerne di nuove, ma tieni fisse quelle di base.
- Guardare un solo assistente: ogni assistente usa fonti diverse. Un’attività può essere assente su ChatGPT e citata spesso da Perplexity.
- Fermarsi alla presenza: comparire con un telefono sbagliato è peggio che non comparire. Controlla sempre cosa viene detto.
- Aspettarsi una linea dritta: le risposte oscillano. Valuta la tendenza su tre mesi, non il singolo controllo.
Quando ha senso farsi aiutare
Il metodo manuale funziona se lo fai con costanza. Diventa pesante quando le domande sono tante, quando gli assistenti danno informazioni sbagliate e non capisci da dove arrivano, o quando i numeri non si muovono nonostante il lavoro sul sito. In questi casi serve qualcuno che legga i risultati, trovi la causa (un crawler bloccato, una directory con dati vecchi, una pagina poco chiara) e intervenga. È quello che faccio nel servizio continuativo di GEO.
Domande frequenti sulla misurazione
Perché ChatGPT mi dà risposte diverse ogni volta?
Le risposte sono generate al momento e dipendono dalla formulazione, dalla cronologia e dalle pagine trovate. Per questo conta la tendenza su molte domande, non il singolo risultato.
Ogni quanto devo controllare?
Una volta al mese basta per vedere l’andamento. Dopo un intervento importante sul sito puoi ricontrollare dopo due o tre settimane.
Search Console mostra il traffico dalle AI Overviews?
Sì, ma insieme al resto della Ricerca web: non c’è un filtro separato.
Quante domande devo monitorare?
Per un’attività piccola 10–20 domande sono sufficienti. L’importante è che siano sempre le stesse.
Posso affidare il monitoraggio a qualcuno?
Sì. Nel servizio GEO continuativo faccio io le domande ogni mese e ti mando un report con le variazioni.




