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Diritto di recesso e resi nell’e-commerce: cosa scrivere sul sito

Illustrazione: pagina per richiedere un reso con motivo, scadenza di 14 giorni e stato della richiesta

In breve: Nell’e-commerce il consumatore ha 14 giorni dalla consegna per recedere senza dare spiegazioni; il venditore rimborsa entro 14 giorni, con lo stesso mezzo di pagamento. Nel sito devi spiegare condizioni, tempi e costi del reso, pubblicare il modulo di recesso e, dal 19 giugno 2026, offrire una funzione per recedere online.

Le pagine sui resi sono tra le più lette di un negozio online, spesso prima di comprare. Eppure in molti siti sono copiate da altri negozi, con termini sbagliati o regole che la legge non consente.

In questa guida ti spiego cosa prevede il Codice del Consumo sul diritto di recesso nell’e-commerce e cosa scrivere nel sito. È la parte che imposto con i clienti quando realizzo un e-commerce; il testo delle condizioni va poi verificato da un legale.

Recesso, reso e garanzia: tre cose diverse

Cos’èQuando vale
Diritto di recessoIl consumatore cambia idea e restituisce il prodotto senza motivo14 giorni, per legge, negli acquisti a distanza
Garanzia legaleIl prodotto ha un difetto di conformità2 anni dalla consegna, per legge
Reso commercialeCondizioni più generose decise dal negozio (es. 30 giorni)Solo se le offri tu, oltre agli obblighi di legge

Le regole che seguono valgono per la vendita ai consumatori. Se vendi solo ad aziende e professionisti valgono le condizioni del contratto: scrivilo chiaramente.

Le regole del diritto di recesso

Sono negli articoli 52–59 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). In sintesi:

  • 14 giorni per recedere, senza dover dare spiegazioni. Per i beni il termine parte da quando il cliente riceve il prodotto; se un ordine arriva in più consegne, dall’ultima;
  • se nel sito mancano le informazioni sul recesso, il termine si allunga di 12 mesi;
  • il cliente comunica la decisione con il modulo tipo o con qualsiasi altra dichiarazione esplicita, e restituisce il prodotto entro 14 giorni dalla comunicazione;
  • il negozio rimborsa entro 14 giorni dalla comunicazione tutto quanto pagato, compresa la spedizione standard, con lo stesso mezzo di pagamento usato per l’ordine; può aspettare di ricevere il prodotto o la prova della spedizione;
  • le spese di restituzione sono a carico del cliente solo se lo hai scritto prima dell’acquisto; altrimenti restano a te;
  • se il cliente ha scelto una consegna più cara di quella standard, la differenza non va rimborsata;
  • il cliente risponde solo della perdita di valore dovuta a un uso del prodotto oltre quanto serve a provarlo.

Quando il recesso non si applica

L’articolo 59 elenca le eccezioni. Per un negozio online le più comuni sono:

  • prodotti su misura o chiaramente personalizzati (un’incisione, una stampa con il nome);
  • prodotti che deperiscono o scadono rapidamente, come alimenti freschi;
  • prodotti sigillati che per motivi di igiene o salute non si possono restituire una volta aperti;
  • prodotti che dopo la consegna si mescolano in modo inseparabile con altri beni.

Se un prodotto rientra in un’eccezione devi dirlo prima dell’acquisto, nella scheda prodotto e nelle condizioni di vendita. Non basta scrivere “non si accettano resi” in generale: è una clausola che la legge non ammette.

Cosa scrivere nelle condizioni di vendita

L’articolo 49 elenca le informazioni da dare prima che il cliente sia vincolato dall’ordine. Per la parte sui resi, nel sito devono esserci:

  1. chi sei: nome dell’attività, indirizzo, telefono ed email;
  2. condizioni, termini e procedura per esercitare il recesso;
  3. il modulo tipo di recesso, scaricabile o compilabile;
  4. chi paga le spese di restituzione e, se il prodotto non si può spedire per posta, come avviene il ritiro;
  5. le eventuali eccezioni al recesso per i tuoi prodotti;
  6. l’esistenza della garanzia legale di conformità di 2 anni;
  7. tempi e modalità del rimborso.

Metti un link alle condizioni nel footer, nel carrello e nella conferma d’ordine, e un richiamo breve nella scheda prodotto. Su Acanto ho preparato pagine dedicate a spedizioni, resi e FAQ e, in ogni scheda, la guida alle taglie: aiuta anche a ridurre i resi per la misura sbagliata. Per i dati dell’attività da indicare nel sito, compresi quelli fiscali, leggi anche se si può gestire un e-commerce senza partita IVA.

La funzione di recesso online dal 19 giugno 2026

Il D.Lgs. 209/2025 ha aggiunto al Codice del Consumo l’articolo 54-bis. Per i contratti conclusi dal 19 giugno 2026 tramite un sito o un’app, il negozio deve offrire una funzione di recesso:

  • indicata con le parole “recedere dal contratto qui” o con una formula altrettanto chiara;
  • ben visibile e disponibile per tutto il periodo di recesso;
  • che permette di indicare nome, ordine e indirizzo email per la conferma;
  • con un secondo pulsante “conferma recesso”;
  • seguita da una ricevuta inviata al cliente su supporto durevole (per esempio un’email), con contenuto, data e ora.

Su Shopify e WooCommerce questa funzione può richiedere un’app, un plugin o una piccola personalizzazione: se il tuo negozio vende ai consumatori, controlla che ci sia. Ricorda invece che il link alla piattaforma europea ODR non serve più: la piattaforma è stata chiusa il 20 luglio 2025.

Come imposto i resi nei negozi che realizzo

Parto dalle domande del cliente: posso restituirlo? Entro quando? Quanto mi costa? Le risposte vanno dove servono, non solo in una pagina legale lunga. Su Marel Boutique ogni scheda prodotto ha la sezione Resi apribile; nelle condizioni di vendita il testo completo. Le pagine legali e il banner dei cookie li sistemo con il servizio di adeguamento GDPR. Se stai partendo da zero, trovi la lista completa in cosa fare per aprire un e-commerce.

Se vendi ai consumatori, oltre alle regole sui resi controlla anche l’accessibilità del negozio: dal 28 giugno 2025 molti e-commerce devono rispettare l’European Accessibility Act.

Domande frequenti sul diritto di recesso nell’e-commerce

Il cliente deve spiegare perché restituisce il prodotto?

No. Nel diritto di recesso il consumatore non deve dare alcuna motivazione. Puoi chiederla in modo facoltativo, per migliorare il negozio.

Posso rimborsare con un buono invece che con il denaro?

Solo se il cliente lo accetta espressamente e senza costi per lui. Altrimenti il rimborso va fatto con lo stesso mezzo di pagamento dell’ordine.

Chi paga la spedizione del reso?

Il cliente, se lo hai scritto chiaramente prima dell’acquisto. Se non l’hai indicato, le spese di restituzione restano a carico del negozio.

Cosa succede se nel sito non ci sono le informazioni sul recesso?

Il termine per recedere si allunga di 12 mesi oltre i 14 giorni ordinari. Per questo le condizioni vanno pubblicate prima di iniziare a vendere.

Il diritto di recesso vale anche per i clienti con partita IVA?

No, la disciplina del Codice del Consumo riguarda i consumatori. Con aziende e professionisti valgono le condizioni del contratto.

Vuoi un e-commerce con resi chiari e pagine in regola?

Realizzo negozi online con condizioni di vendita, resi e spedizioni spiegati dove servono, così il cliente compra con fiducia.

Armando FerrandinoWeb designer e sviluppatore dal 2009. Realizzo siti web ed e-commerce per aziende e professionisti e scrivo guide pratiche su siti, SEO e vendite online.

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