
In breve: Bing Webmaster Tools è la “Search Console” di Microsoft: gratis, si attiva in pochi minuti importando il sito da Google Search Console. Conta anche per le IA: Copilot si basa su Bing e ChatGPT usa motori di ricerca esterni per trovare le fonti. Con IndexNow avvisi Bing a ogni pagina nuova o aggiornata.
Quasi tutti i siti che controllo hanno Google Search Console. Pochissimi hanno Bing Webmaster Tools. Finché Bing era “il motore che non usa nessuno” aveva senso trascurarlo; oggi non più, perché il suo indice è una delle porte da cui passano gli assistenti basati sull’intelligenza artificiale.
In questa guida ti spiego perché Bing conta anche per Copilot e ChatGPT, come registrare il sito in pochi minuti, cos’è IndexNow e quali report guardare. È uno dei primi passi che faccio nel servizio di visibilità sulle IA.
Perché Bing conta anche per le IA
Gli assistenti che rispondono con le fonti non leggono il web da soli, pagina per pagina: per trovare le pagine giuste interrogano un indice di ricerca. E qui entra in gioco Bing.
- Copilot di Microsoft costruisce le risposte con la ricerca Bing. Se una pagina non è nell’indice di Bing, difficilmente Copilot la citerà.
- ChatGPT, quando cerca sul web, usa il proprio crawler (OAI-SearchBot) e, come dice OpenAI dal lancio della ricerca nel 2024, anche “fornitori di ricerca di terze parti”. Nel 2023 Microsoft aveva annunciato Bing come motore di ricerca di ChatGPT; oggi OpenAI non dice pubblicamente quale indice usi e con quale peso.
- Altri servizi (motori alternativi, assistenti nei browser, app) si appoggiano spesso ai risultati di Bing tramite accordi commerciali.
Il punto pratico è semplice: essere indicizzati bene su Bing non garantisce nessuna citazione, ma non esserci chiude una porta. E registrare il sito costa dieci minuti.
Come registrare il sito su Bing Webmaster Tools
La strada più veloce è importare il sito da Google Search Console: Bing legge le proprietà già verificate su Google, con le sitemap, e non devi caricare file né toccare il DNS.
- Vai su bing.com/webmasters e accedi con un account Microsoft, Google o Facebook.
- Scegli Importa da Google Search Console e autorizza l’accesso in sola lettura.
- Seleziona i siti da importare: insieme arrivano anche le sitemap già inviate a Google.
- Controlla nella sezione Sitemap che risultino lette senza errori. Se manca, aggiungi la tua (di solito tuosito.it/sitemap_index.xml o /sitemap.xml).
- Dopo qualche giorno apri i report: i dati si riempiono man mano che Bing scansiona il sito.

Se non hai Search Console, puoi aggiungere il sito a mano e verificarlo con un meta tag nella home, un file XML caricato sul sito o un record DNS: sono gli stessi metodi di Google. Bing ricontrolla nel tempo la proprietà importata: se revochi l’accesso a Search Console, dovrai verificarla in un altro modo. Se non hai ancora collegato il sito a Google, parti dalla guida a Google Search Console.
Cos’è IndexNow e come funziona
IndexNow è un protocollo aperto con cui il tuo sito avvisa i motori di ricerca quando una pagina viene pubblicata, modificata o eliminata. Invece di aspettare che il crawler ripassi, mandi una notifica con l’indirizzo e il motore può tornare prima a leggerla.
Lo usano Bing, Yandex, Seznam, Naver e Yep; un avviso inviato a uno viene condiviso con gli altri. Google non partecipa: per Google restano la sitemap e lo strumento di controllo URL, che spiego nella guida su come indicizzare un sito su Google.
| Sitemap | IndexNow | |
|---|---|---|
| Cosa fa | Elenca tutte le pagine da conoscere | Avvisa che una pagina è cambiata, adesso |
| Chi la legge | Tutti i motori, Google compreso | Bing, Yandex, Seznam, Naver, Yep |
| Quando serve | Sempre, come mappa del sito | A ogni pubblicazione o modifica |
| Cosa serve | Un file XML aggiornato | Una chiave pubblicata sul sito e una richiesta automatica |
Le due cose non si escludono: la sitemap resta la mappa completa, IndexNow è il campanello.
Come attivare IndexNow
- WordPress: alcuni plugin SEO hanno l’opzione IndexNow da attivare nelle impostazioni; esiste anche un plugin dedicato di Microsoft.
- Cloudflare: la funzione Crawler Hints invia gli avvisi in automatico per i siti che passano dalla sua rete.
- Siti su misura: si genera una chiave, la si pubblica in un file di testo nella radice del sito e si invia una richiesta a ogni pubblicazione. Sul mio sito lo fa il CMS che ho scritto, al momento del salvataggio.
Non serve inviare tutto il sito ogni giorno: basta avvisare quando qualcosa cambia davvero. Mandare migliaia di indirizzi identici non accelera nulla.
I report di Bing Webmaster Tools da guardare
Rendimento della ricerca
Come in Search Console: clic, impressioni, posizione media e ricerche. I numeri saranno più piccoli di quelli di Google, ma ti mostrano su quali argomenti Bing ti considera.
AI Performance
Da febbraio 2026 Bing Webmaster Tools ha un report, in anteprima pubblica, che mostra quante volte le pagine del sito sono citate come fonte in Copilot e nei riassunti generati da Bing, con le “grounding queries”: le ricerche che l’IA ha fatto per trovare le fonti, non le domande scritte dagli utenti. Non mostra i clic e Microsoft lo descrive come un campione, non come il dato completo. Resta l’unico strumento ufficiale di un grande motore che dice quali pagine vengono citate dalle sue risposte IA.
Ispezione URL e Scansione del sito
L’ispezione URL ti dice se una pagina è nell’indice di Bing e com’è stata letta. La scansione del sito (Site Scan) cerca errori tecnici come title mancanti, redirect rotti e pagine bloccate. È gratuita e utile anche come seconda opinione rispetto a Google.
Gli errori che vedo più spesso
- Bingbot bloccato dal firewall o da un plugin di sicurezza che filtra i bot “sconosciuti”. Lo stesso problema colpisce i crawler delle IA: ne parlo nella guida su crawler delle IA e robots.txt.
- Sitemap vecchia: Bing ha in memoria un indirizzo che non esiste più dopo un cambio di plugin o di piattaforma.
- Pagine importanti in noindex per errore, che spariscono da Google e da Bing insieme.
- Nessuno guarda i report: il sito è registrato, ma gli avvisi restano lì per mesi.
Dopo la registrazione, fai un controllo pratico: chiedi a Copilot e a ChatGPT con la ricerca attiva le domande dei tuoi clienti e annota quali fonti compaiono. È il metodo che descrivo in come misurare la visibilità del tuo brand sulle IA e che trovi spiegato passo passo in come comparire su ChatGPT.
Domande frequenti su Bing Webmaster Tools e IndexNow
Bing Webmaster Tools è gratis?
Sì. Serve solo un account Microsoft, Google o Facebook per accedere e la verifica del sito, che puoi fare importandolo da Google Search Console.
Registrarmi su Bing mi fa comparire su ChatGPT?
Non da solo. Aiuta le pagine a essere trovate da Copilot e dagli strumenti che usano Bing; poi contano la qualità delle pagine e l’accesso dei crawler come OAI-SearchBot. Nessuno può garantire una citazione.
IndexNow funziona anche con Google?
No. Google non partecipa a IndexNow: per Google usa la sitemap e, per le pagine più importanti, la richiesta di indicizzazione in Search Console.
Devo inviare a IndexNow tutte le pagine del sito?
No. Basta avvisare quando una pagina viene pubblicata, modificata o eliminata. Molti plugin e CMS lo fanno in automatico.
Cosa mostra il report AI Performance?
Le pagine del sito citate come fonte in Copilot e nei riassunti IA di Bing, con il numero di citazioni e le ricerche usate per trovarle. Non mostra i clic ed è ancora in anteprima.




