
In breve: La pagina Chi siamo serve a far fidare di te chi non ti conosce ancora. Funziona quando parla di persone vere e del cliente, non di “passione ed eccellenza”: chi siete, cosa fate e per chi, perché sceglierti, le prove (lavori, recensioni, anni di attività) e come contattarti. Deve chiudersi sempre con un invito all’azione.
Nei siti che realizzo la pagina Chi siamo è quasi sempre tra le più visitate dopo la home. La aprono le persone che stanno per contattarti e vogliono capire, prima, con chi avranno a che fare. Eppure è spesso la pagina scritta peggio: tre righe generiche, una foto di repertorio e nessun modo per fare il passo successivo.
In questa guida ti mostro come la imposto io, con una struttura semplice e un esempio da adattare alla tua attività.
A cosa serve davvero la pagina Chi siamo
Chi apre questa pagina ha già un interesse: ha visto un servizio, un prodotto o un prezzo e si chiede se può fidarsi. La pagina deve rispondere a tre domande:
- Chi c’è dietro? Nomi, volti, ruoli: le persone si fidano delle persone.
- Siete adatti a me? Per chi lavorate, in che zona, con quale approccio.
- Cosa devo fare adesso? Un contatto chiaro, a portata di clic.
Conta anche per Google: tra le domande che suggerisce per valutare un contenuto c’è proprio “chi lo ha creato” e se è chiaro chi c’è dietro al sito (fonte: Google Search Central). Una pagina Chi siamo concreta aiuta a far capire chi sei anche ai motori di ricerca e agli assistenti basati sull’intelligenza artificiale.
La struttura in 6 blocchi
Non esiste una formula unica, ma questa sequenza funziona per la maggior parte delle piccole attività e dei professionisti:
| Blocco | Cosa scrivere | Domanda a cui risponde |
|---|---|---|
| 1. Apertura | Una frase su cosa fai, per chi e dove | Sono nel posto giusto? |
| 2. Le persone | Nomi, foto vere, ruoli, una riga personale | Con chi parlerò? |
| 3. La storia | Come è nata l’attività, in poche righe | Da dove venite? |
| 4. Il metodo | Come lavori, cosa ti distingue in concreto | Perché proprio voi? |
| 5. Le prove | Anni di attività, lavori, recensioni, certificazioni | Posso fidarmi? |
| 6. Il contatto | Un invito chiaro con pulsante, telefono o WhatsApp | E adesso? |
1. Un’apertura che dice subito cosa fai
La prima frase non deve raccontare “una passione nata tanti anni fa”: deve dire cosa fai, per chi e dove. Chi arriva da un link o da Google deve capire in tre secondi se sei la persona giusta.
2. Persone vere, con foto vere
Le foto di repertorio con le strette di mano si riconoscono subito e tolgono credibilità. Meglio una foto semplice ma vera di te, del team, del laboratorio o del negozio. Se siete in più persone, una riga per ciascuno: nome, ruolo e di cosa si occupa.
3. Una storia breve
La storia è utile quando spiega qualcosa al cliente: perché fai questo lavoro, da quanto tempo, cosa hai imparato. Bastano poche righe. Se l’attività ha un nome curioso, è il posto giusto per raccontarne l’origine.
4. Il metodo, non gli aggettivi
“Professionalità, serietà e cortesia” lo scrivono tutti, quindi non distingue nessuno. Racconta invece cosa fai in concreto: rispondi entro un giorno, fai un sopralluogo gratuito, lavori solo con materiali di una certa zona, segui il cliente anche dopo la consegna.
5. Le prove
Anni di attività, numero di lavori, recensioni, certificazioni, collaborazioni: tutto ciò che si può verificare. Una recensione vera vale più di un paragrafo di autoelogi.
6. Il contatto
La pagina deve finire con un invito all’azione: “Parliamo del tuo progetto”, “Prenota una consulenza”, “Scrivici su WhatsApp”. Chi ha letto fin qui è pronto: non costringerlo a cercare il modo per contattarti.
Un esempio da adattare
Ecco un esempio di testo per una pagina Chi siamo, per un’attività inventata. Sostituisci i dati con i tuoi:
Infissi su misura a Caserta e provincia, dal 2004. Siamo Luca e Marta Esposito: progettiamo, produciamo e montiamo finestre e porte in legno e alluminio per case e negozi.
Abbiamo iniziato nel laboratorio di nostro padre e oggi siamo in sei. Facciamo il sopralluogo e il preventivo gratis, e il giorno del montaggio c’è sempre uno di noi due.
Leggi cosa dicono di noi i clienti o guarda gli ultimi lavori. Vuoi un preventivo? Chiamaci o scrivici su WhatsApp.
In sei righe ci sono cosa fanno, dove, da quando, chi sono, cosa li distingue, le prove e il contatto. Non serve di più per cominciare.
Esempi dai siti che ho realizzato
Per Casa Italija, consulenza per chi compra casa in Italia dalla Lituania, ho fatto parlare Claudio in prima persona: racconta chi è, perché vive tra Italia e Lituania e come lavora, poi elenca ogni passaggio dell’acquisto. Per il Centro Studi Leonardo Da Vinci le pagine Chi siamo e Il nostro team presentano docenti e metodo, perché un ragazzo e la sua famiglia vogliono sapere chi li preparerà al concorso. Per Acanto, sneakers artigianali del Salento, la pagina Chi siamo racconta la storia e il manifesto del marchio, per far capire il valore del prodotto prima del prezzo.
Anche la mia pagina Chi sono segue la stessa idea: chi sono, da quando lavoro, come lavoro e un invito a parlare del progetto.
Dati da non dimenticare
- nome dell’attività, indirizzo o zona servita, telefono ed email, identici a quelli della scheda Google;
- la partita IVA, che per legge va indicata nella home page del sito (art. 35 del DPR 633/1972): di solito si mette nel piè di pagina, visibile in ogni pagina;
- i link ai profili social che usi davvero.
Gli errori più comuni
- Parlare solo di sé senza mai dire cosa ci guadagna il cliente.
- Aggettivi al posto dei fatti: “leader del settore”, “qualità senza compromessi”.
- Testo copiato da un altro sito o generato e mai riletto: si sente, e non aiuta né i clienti né Google.
- Nessuna foto o solo foto di repertorio.
- Nessun invito finale: la pagina finisce e il visitatore se ne va.
Se scrivere non è il tuo mestiere, puoi farti aiutare: per i testi dei siti collaboro con una copywriter professionista (trovi il servizio nella pagina Copy). E se stai rifacendo tutto il sito, la pagina Chi siamo va pensata insieme alla homepage: ho raccolto i consigli nella guida su cosa non deve mancare nella homepage.
Domande frequenti sulla pagina Chi siamo
Meglio scrivere “Chi siamo” o “Chi sono”?
Dipende da chi sei: se lavori da solo “Chi sono” è più onesto e crea un rapporto diretto; se siete un team, “Chi siamo”. L’importante è che il tono resti lo stesso in tutto il sito.
Quanto deve essere lunga la pagina Chi siamo?
Abbastanza da rispondere a chi siete, cosa fate, perché sceglierti e come contattarti. Per molte piccole attività bastano poche centinaia di parole ben organizzate, con foto e prove concrete.
Cosa metto se ho appena aperto e non ho recensioni?
Racconta la tua esperienza precedente, la formazione, il metodo e il motivo per cui hai aperto. Aggiungi le prove man mano che arrivano: primi lavori, recensioni, collaborazioni.
La pagina Chi siamo serve anche per la SEO?
Indirettamente sì: aiuta Google e gli assistenti IA a capire chi c’è dietro il sito e rafforza la fiducia dei visitatori. Non serve per posizionarsi su parole chiave dei servizi, che vanno nelle pagine dedicate.
Devo mettere la partita IVA nella pagina Chi siamo?
La legge chiede di indicarla nella home page del sito: di solito si mette nel piè di pagina, così compare in tutte le pagine. Puoi ripeterla anche nei contatti.




